Come caricare correttamente la batteria dello Smartphone

 

Quante volte vi sarà capitato di ascoltare pareri discordanti su come va caricata o meno la batteria del vostro cellulare? Ammettetelo, davvero molte!!! Ma qual’è davvero il modo corretto di caricare una batteria oggigiorno?

 

Le batterie moderne di Smartphone, Tablet e Laptop sono batterie agli ioni di Litio (Li-ion) che non seguono assolutamente le vecchie “regole” di ricarica, solitamente passate a voce, come per esempio quella di non ricaricare troppo spesso la batteria ed invece effettuare cicli di ricarica più ampi (da 0% al 100%); nulla di più sbagliato.

 

La vita della batteria è indubbiamente la cosa più noiosa e fastidiosa di cui doversi prendere cura, ma conoscendo queste piccole regole, magari, riusciremo ad aumentare di parecchio la sua durata nel tempo.

Ogni costruttore garantisce un numero ben definito di cicli di ricarica, dopodiché la sua capacità di mantenimento della carica si ridurrà nel tempo, anche se visualizzeremo il 100% della carica, in realtà la batteria starà accumulando sempre meno, e quindi avremo fasi di scarica sempre più rapide durante la giornata.

 

Come e quando devo caricare la batteria?

Le nuove batterie sono progettate per essere collegate di continuo a fonti di ricarica, anche se colleghiamo lo smartphone al PC per trasferire foto e video, in quel momento c’è un flusso elettrico che sta provvedendo a ricaricare la batteria; quindi non abbiate timore di ricaricare spesso la batteria pensando di danneggiarla.

Un buon modo per mantenere la nostra batteria in “salute” è quello di non farla scendere mai al di sotto del 30% o meglio del 50%, cosa davvero difficile per chi non è mai in casa ed usa molto lo smartphone, e quindi tante volte siamo costretti a ricaricare la batteria fino al 100%, altra cosa molto sbagliata.

 



 

Perché non ricaricare fino al 100%/(Ricarica Notturna)?

Caricare la batteria fino al 100% ne accorcia la vita, e molto peggio se siamo abituati a lasciare il cellulare in ricarica anche di notte (Tablet e Portatili inclusi), non tutti i dispositivi hanno un sistema che disattiva la ricarica quando ha raggiunto il 100%, e quindi ci sarà un flusso continuo di corrente che provvederà a mantenere la batteria sempre al 100% deteriorandola irrimediabilmente e rischiando anche di far surriscaldare lo smartphone (cosa che non è salutare per le batterie agli ioni di Litio).

Un buon compromesso sarebbe quello di mantenersi nel range che va dal 40% al 90%;

 

Una parentesi per i PC Portatili

La cosa migliore per chi utilizza i PC portatili permanentemente collegati alla rete elettrica è quella di rimuovere la batteria, salvo che non abbiate sbalzi di corrente in casa, perché anche per i Notebook la batteria avrà un flusso elettrico costante che la attraversa riducendone la durata fino a pochissimi minuti di autonomia, se siete fortunati, altrimenti sarà come non avere del tutto la batteria se la corrente dovesse mancare. Se doveste cambiare il carica batterie, acquistatene uno che rispetti le specifiche del costruttore del vostro portatile.

 

Ricarica rapida, meglio usarla o no?

Molti smartphone oggi hanno sistemi di ricarica rapida, come il QuickCharge di Qualcomm su Samsung, per citarne uno. Indubbiamente un vero miracolo per chi ha davvero poco tempo a disposizione per caricare la batteria; questa funzione è comunque disattivabile, nella maggior parte dei dispositivi, dalle impostazioni nel menù della batteria.

In pratica questa tecnologia non fa altro che aumentare la tensione e l’amperaggio di ricarica, provvedendo così una potenza complessiva in Watt molto maggiore ed una ricarica molto più veloce, ecco un piccolo esempio:

  • 5 Volt x 1 Ampere = 5 Watt
  • 5 Volt x 2 Ampere = 10 Watt
  • 9 Volt x 1.67 Ampere = 15 Watt (Es. Samsung S6)
  • 5 Volt x 4 Ampere = 20 Watt (es. One Plus 6T)

Ma da parte sua, questa maggiore potenza genera molto più calore che deve essere dissipato!

Dopo le spiacevoli esplosioni dei Galaxy Note 7, i carica batterie sono oggi provvisti di un sistema di comunicazione con il dispositivo, che recupera informazioni come:

Temperatura della batteria;

Tensione della batteria;

Amperaggio;

Altre informazioni che il caricatore utilizza per modulare propriamente tensione e amperaggio evitando di danneggiare la batteria.

Se utilizzare o meno la ricarica rapida è una scelta nostra, ma riscaldando molto la batteria ridurrà l’accumulo totale di corrente e quindi la durata massima nel lungo termine.

Il mio consiglio è: se avete molto tempo a disposizione per ricaricare il telefono, disattivate questa funzione.

 



 

Carica Batterie, quale utilizzare?

Cercate di utilizzare sempre il vostro carica batterie, anche se ogni tanto potrà capitare di dover utilizzare un caricatore preso in prestito, non preoccupatevi, se rispecchia le caratteristiche simili al vostro va benissimo.

Cari utilizzatori di iPhone mi rivolgo a voi perché spesso vedo persone rifiutare un caricabatterie non iPhone, ma se li hanno progettati col connettore lato caricatore USB (Universal Serial Bus) un motivo ci sarà; i caricatori Android non distruggeranno il vostro cellulare, perché non riconoscendo un dispositivo abilitato al QuickCharge, lo ricaricheranno erogando 5 Volt a 2 Ampere, che ridurranno man mano che la batteria sarà carica e la differenza di potenziale farà scorrere meno corrente attraverso la batteria. Quando utilizzate una porta USB 2.0 del PC per ricaricare, questa eroga 5 Volt e 0.5 Ampere (2.5 Watt), mentre per una USB 3.0 avremo 5 Volt e 1 Ampere (5 Watt).

 

Batterie in stato di inutilizzo per un lungo periodo

Le batterie lasciate per lunghi periodi in stoccaggio/inutilizzo (di portatili, reflex, tablet, smartphone o qualsiasi altro dispositivo che abbia una batteria agli ioni di litio) si potrebbero deteriorare in modo irreparabile, fino a quasi non riuscire a ricaricarsi per niente!

Sarebbe una buona precauzione quella di lasciare sempre una mezza carica prima di mettere da parte una batteria per un lungo periodo, dato che queste perdono dal 5% al 10% di ricarica circa al mese e se dovesse raggiungere lo 0% e restare scarica per molto tempo ci sarà una notevole riduzione della ricarica totale o l’assoluta incapacità di ricarica.

 

“Memoria della Batteria” cos’è?

Questo, ricollegando alle “vecchie regole”, riguardava le batterie a base di Nickel (NiMH e NiCd).

In poche parole ricaricando sempre la batteria, per esempio, dal 30 % all’80% faceva si che questa acquisisse una “Memoria” della sua capacità totale, dimenticandosi di quella parte che andava dallo 0% al 30% e dall’80% al 100%(30%+20%=50%), la capacità totale col tempo si dimezzava del 50% ed ecco perché la regola voleva che la batteria si dovesse scaricare del tutto e poi si dovesse ricaricare fino al 100%.

 

NOTA:

Questo non riguarda assolutamente le batterie moderne agli ioni di Litio che, ripeto, dobbiamo ricaricare dal 40% al 90% preferibilmente e molto spesso, evitando surriscaldamenti, esposizioni al sole che siano in auto o all’aperto, vicino a fonti di calore come stufe o forni, ecc. perché ne ridurrebbe la capacità di accumulo nel tempo.

 

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